20 marzo 2009

A Natasha hanno staccato la spina. Dove sono finiti i "difensori" della vita?

Come abbiamo appreso dalle cronache di questi giorni, l'attrice americana Natasha Richardson è deceduta dopo una sfortunatissima e banalissima caduta dagli sci.

Il suo istruttore ha insistito perchè si facesse controllare dai medici, e dall'esito della prima visita sembrava che tutto andasse bene. Nessuna ferita alla testa o sintomi particolari, e l'attrice è voluta subito tornare in albergo. Dopo un'ora, una forte emicrania ha reso la situazione più preoccupante, e da quel momento un'emorragia celebrale l'ha fatta cadere in coma irreversibile.


Dopo soli due giorni i familiari hanno deciso di staccare la spina dei macchinari che la tenevano artificialmente in vita, ponendo fine a questo triste episodio. Forse un pò troppo presto, ma è pur sempre una scelta da rispettare.

Non conoscevo Natasha Richardson, nè ne avevo mai sentito parlare, ma ciò non mi impedisce di fare alcune considerazioni.

Mi chiedo dove sono finiti tutti coloro che in Italia hanno urlato allo scandalo per Eluana. Dove sono tutti quelli che piangevano per una ragazza in coma vegetativo da 17 anni e che si indignavano di fronte alla libera scelta del padre di farla finita?


Che fine ha fatto il PAPA, che dal Vaticano ha instancabilmente accusato chi voleva liberamente decidere della vita di un proprio caro di omicidio?
Perchè Ratzinger non ha mosso un dito contro la decisione dei familiari della Richardson di voler porre fine immediatamente allo stato di coma irreversibile, mentre per Eluana non passava un solo giorno in cui la Santa Sede e i suoi rappresentanti non andassero contro un povero padre? Non è forse il Papa di tutti? O lo è solo per le questioni italiane?
Si è preoccupato invece di fare affermazioni deliranti sull'uso dei preservativi...

E che dire di tutti i politici nostrani che davanti alle telecamere si mostravano fieri paladini della vita, attaccando quotidianamente chi si opponeva all'alimentazione forzata?

Non esiste più alcuna traccia neanche dei falsi attivisti che si lanciavano contro l'ambulanza che portava Eluana nell'ospedale che l'avrebbe aiutata a morire in pace. Insomma... DOVE SONO TUTTI QUANTI?


Tutti i falsi moralisti sono pregati di farsi un bell'esame di coscienza, e rendersi conto che così facendo peccano di assoluta ipocrisia. In quelle condizioni è necessario il RISPETTO ASSOLUTO per chi liberamente sceglie come e quando interrompere la propria esistenza. Ma purtroppo siamo in uno Stato che si arròga per legge il potere di decidere della vita altrui, imponendo ulteriori stati di sofferenza che nessuno di noi, per chi non l'ha mai vissuto, può nemmeno immaginare.

Se mai dovessi trovarmi in una condizione tale per cui non potessi più essere autosufficiente, non vorrei MAI essere mantenuto in vita artificialmente attaccato alle macchine, che renderebbero la mia esistenza un inutile ingombro ed un forzato e ingiusto stato di prigionia per chi dovesse assistermi.

Se volete, assumetelo pure come il mio testamento biologico.


Puoi votare il post cliccando OK oppure NO

Nessun commento: